Il futuro del motorsport con UniPV
Una collaborazione pluriennale tra Skydrive e l’Università degli Studi di Pavia ha dato vita ad un progetto didattico strutturato, unico, efficace ed altamente professionalizzante serio e efficace, ma anche alla nascita di una nuova rete di relazioni, persone e aziende.
La più grande risorsa? Gli studenti: nuovi professionisti che si affacciano al mondo del motorsport privi di sovrastrutture e carichi di energie.
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Si conclude in questi giorni, con le ultime sessioni di test sulla pista di Vairano e le ultime lezioni frontali presso la Facoltà di Ingegneria, la settima edizione del master in Race Engineering (MCTRE) che l’Università di Pavia e Skydrive hanno realizzato insieme.
La collaborazione tra università e azienda prendeva infatti vita nel 2018, per la realizzazione della prima edizione del corso avviata nell’anno accademico 2018/2019.
L’innovativo e unico programma caratterizzante il Master in Race Engineering aveva come naturale sbocco l’attività di pista, ambito in cui, tra conoscenza teorica ed esperienza operativa, la struttura di Skydrive ha il proprio elemento naturale e distintivo.
Le capacità, le conoscenze e l’esperienza proprie di Skydrive sono state elemento fondante di questa collaborazione, che dalla parte dell’Università ha visto mettere in campo tutta la solidità teorica di una delle migliori università europee, insieme ad una vasta rete di professionisti e aziende che orbitano intorno al polo universitario.
La stessa rete, di cui Skydrive è il nodo di collegamento con i mondo del motorsport, ha portato a realizzare un altro carattere distintivo del corso che si concretizza nella possibilità per gli studenti del Master di lavorare con piloti di alto e altissimo profilo durante le numerose giornate di test: da piloti attivi nelle Formule (Emanuele Olivieri – FRECA – e Jacopo Martinese – Formula 4 Italian Championship ) e nelle gare GT, a veri e proprio punti di riferimento come i professionisti David Fumanelli (ELMS, WEC…), Matteo Cairoli (GT World Challenge e WEC) e il due volte campione del mondo e pilota ufficiale Ferrari Alessio Rovera (GT World Challenge e WEC).
Questo sodalizio tra università e impresa ha portato negli anni, da un lato, all’arricchimento costante della proposta didattica dei corsi, dall’altro al nascere di una serie di rapporti e relazioni che hanno coinvolto Skydrive in nuovi progetti di ricerca e sviluppo. Ma non solo.
IL CORSO
Oggi il Master in Car Testing and Race Engineering (MCTRE) è una solida realtà che si articola in due percorsi: Car Test Driving and Simulation for Vehicle Dynamics Development, per l’addestramento di ingegneri collaudatori, e Race Engineering, per l’addestramento di ingegneri nei ruoli di data, performance e race engineer. Ogni anno il master MCTRE forma in maniera altamente specializzata e unica nel panorama accademico mondiale professionisti per il mondo dell’automotive e del motorsport.
Un corso di Master che, come nessun altro, coniuga approfondimenti teorici e applicazioni pratiche e sperimentali, alternando alle lezioni frontali ed ai workshop di approfondimento, sessioni di test in pista, corsi di guida professionalizzanti e sessioni di lavoro al simulatore. Il corso inoltre si avvale di esperti professionisti internazionali come docenti dei moduli di insegnamento più professionalizzanti quali Design of Vehicle Dynamics, Vehicle testing and driver/vehicle interaction, Race Track Management and Vehicle Set Up for Performance, Data Acquisition e Race Engineering Science.
Alternando le attività tra il campus della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, l’Automotive Safety Centre di Vairano di Vidigulfo e la sede di Skydrive nel circuito di Monza, l’addestramento così diversificato porta gli studenti a conoscere tutti gli aspetti teorici fondamentali e a declinarli poi nell’attività pratica professionale.
I PARTECIPANTI
Gli studenti, laureati in Ingengeria provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo,vengono quindi formati attraverso un percorso articolato ed impegnativo che viene completato attraverso un periodo di attività di Internship in azienda.
Sono professionisti altamente formati che hanno l’opportunità di mettere subito in pratica tutto quello che hanno appreso nei mesi precedenti, mediante un percorso di praticantato che alcuni di loro hanno l’opportunità di svolgere proprio presso Skydrive.
Questa esperienza, se da un lato consente agli studenti di entrare in un ambiente di lavoro strutturato e dedicato al motorsport, con una visione privilegiata sulle attività di molti team e piloti, oltre alla possibilità di avviare progetti di ricerca e sviluppo specifici, dall’altro, permette a Skydrive di selezionare giovani professionisti preparati e motivati, alcuni dei quali dotati di un vero e proprio talento e sicuramente destinati a grandi cose.
Al termine dell’esperienza di Internship alcuni di loro hanno avuto modo di restare in Skydrive, avviando una vera e propria collaborazione lavorativa, in cui continuare a sviluppare i progetti in cui erano coinvolti e di applicarli fattivamente nel mondo del motorsport.
Dallo sviluppo e l’applicazione di reti neurali e di intelligenza artificiale (ben prima che diventasse di moda, fin dal 2020…), fino alla realizzazione di nuovi modelli matematici per l’interpretazione degli pneumatici: l’apporto di questi giovani professionisti è stato cruciale e fondamentale per l’innovazione, anche grazie alle loro energie e alla visione fresca e disincantata nella risoluzione dei problemi
Le loro idee, la loro passione e la loro preparazione hanno contribuito e spinto la crescita e esplorato nuovi approcci sia verso la dinamica del veicolo che verso l’addestramento del pilota, ovvero verso quel termine “HUMAN” che sta proprio al centro dell’attenzione nella nostra simulazione, elemento fondante del concetto di AVEHIL (acronimo di Advanced Vehicle Engineering Human In the Loop).
Questi giovani professionisti hanno poi continuato negli anni i loro percorsi arrivando a posizioni di vertice nel mondo del motorsport, in ruoli di race o di performance engineer, in F1, F2, F3, F4, F Regional, WEC e GT World Challenge per squadre come RedBull, Toro Rosso, Prema, Tridente, per citare i più rappresentativi.
AZIENDE
L’altro aspetto cruciale della relazione con l’Università è stata la creazione di una rete.
Rete di conoscenza e di conoscenze, di collaborazioni. È stata la fusione tra i contatti di Skydrive e quelli della galassia che orbita attorno al polo universitario e ha portato spesso ad incontri tra esigenze e risultati, tra idee e professionisti, tra problemi e soluzioni.
A partire, ad esempio, dalla semplice possibilità da parte del Corso di master di poter fare affidamento e collaborare con su team e piloti professionisti veri, attualmente impegnati nelle competizioni.
Rapporti e relazioni sono nati con i team, ma anche con i costruttori di pneumatici, come Pirelli o aziende come Aviorace per elettronica, sensoristica e cablaggi o come Marelli Motorsport, divenuto anche partner del Master per la didattica e fornitore di tecnologie come la “SPEEDCAMERA Fast frame-rate on-board video camera”.
Dallo scorso anno la preziosa partnership con Korus Group e Tatuus consente inoltre di svolgere le 10 giornate di l’attività in pista del master con una Tatuus T-318 ossia con una delle più moderne monoposto con specifiche Formula 3, nata per i campionati FIA Regional e concepita secondo i più recenti standard costruttivi (monoscocca in carbonio, halo, etc…): non male per un’esperienza universitaria!!
Tutti questi professionisti e aziende hanno trovato nel master un punto di aggregazione – ma non solo: un fornitore di servizi e un incubatore di collaborazioni per realizzare progetto altrimenti molto complessi e dispendiosi.
Con il fondamentale apporto dell’Automotive Safety Centre di Vairano infatti, nulla più è stato impossibile: c’erano le conoscenze teoriche dell’Università; c’erano le abilità operative e sperimentali di Skydrive; c’era un luogo dove metterle letteralmente in pista.
E non un luogo qualunque: un proving ground nato e progettato per testare e sviluppare veicoli, dalle vetture da corsa a quelle stradali.
Grazie a questo network di imprese in collaborazione con l’Università qualunque tipo di ricerca, e di test applicativo e di sviluppo diviene possibile.
Test sulle gomme? Ideato, progettato, messo in pista e realizzato.
Realizzazione dell’aeromappa di una vettura di formula? Ideata, progettata, messa in pista e realizzata.
E poi: utilizzo di nuovi sensori, test su ammortizzatori e sospensioni, test su vetture di serie…
Emblematico esempio di come questa collaborazione funzioni al meglio, sono le lezioni sulla simulazione che si tengono presso la sede di SkyDrive, presso l’Autodromo Nazionale Monza. Importantissima e fondamentale la possibilità per gli studenti del master di utilizzare le infrastrutture di Skydrive: le stanze di simulazione AVEHIL, sia Formula che GT, sono a loro disposizione durante tutta la durata del corso per sviluppare modelli matematici delle vetture e delle gomme, testarli e applicarli in simulazione e poi condurre i test con i piloti.
DICHIARAZIONE GIARDINA:
“Ogni giornata ti test con i ragazzi di Carlo (Prof Rottenbacher, ndr), mi arricchisce. Lavorare con ragazzi appena usciti delle università di tutto il mondo dal Libano al Messico, dal Regno Unito alla Turchia, è davvero un’opportunità unica.
Il confronto con culture, abitudini, stili di vita così diversi porta sempre ad una crescita reciproca, specialmente in un mondo dove l’agonismo sportivo unisce tutti, sposta tutto verso la purezza del cronometro, che non fa sconti mai a nessuno.
I ragazzi non hanno ancora sviluppato sovrastrutture e limiti mentali, quindi sono aperti al confronto, sono curiosi fino al dettaglio e spesso molto ben preparati dal punto di vista teorico.
Tuttavia non avevano mai visto dal vivo “le gomme toccare l’asfalto”: ora lo hanno vissuto, sperimentato, misurato e forse capito.
Hanno vissuto un vero rapporto con un pilota, conosciuto il rituale nella sua preparazione alla monoposto: tuta, scarpe, guanti, sottocasco e sguardi… I primi fuggenti, perché il pilota da corsa all’inizio intimidisce: è vestito da corsa, parla un gergo da corsa e quando si infila nell’abitacolo le cose diventano reali.
Da quel momento tutti, noi che lo facciamo da anni e i ragazzi al primo contatto, entriamo nel mondo dell’azione, si mette in moto e si parte.
La teoria adesso diventa pratica, i progetti azioni, la simulazione realtà.
Ed è qui che avviene il passaggio da studente a lavoratore, da appassionato a professionista.
Per me è sempre molto interessante assistere a questo “imprinting”, imparo ogni volta qualcosa e nello stesso momento capisco chi sarà il prossimo collaboratore di Skydrive!”